domenica 11 settembre 2011

Perchè scrivo




Perché così non rischio di balbettare o di mangiarmi le parole.
Perché nella scrittura non esiste il singhiozzo
Perché almeno mi posso ritagliare del tempo per me , solo per me
Perché se scrivo bugie non mi si dovrebbe allungare il naso
Perché le storie sono tante, milioni di milioni .
Perché vorrei far parte di una storia,
o della storia?
Perché almeno ho una scusa per smettere di guardare Realtime tv , che è diventata una droga
Perché posso cancellare, aggiungere, correggere, integrare, tagliare
Perché posso sottolineare, usare il grassetto, il corsivo o lo stampatello, e i punti le virgole,
insomma tutta, proprio tutta, la punteggiatura.
Perché posso essere uomo donna  giovane vecchia adulta o bambina.
Ed essere più cattiva che in realtà, o finalmente buona,
Perché quando racconti di far parte di un gruppo letterario che si diverte scrivendo e leggendo, si hanno due reazioni completamente opposte: di ammirazione o di pena. Ammirazione perché vedono in te una persona impegnata che potrebbe scalare la classifica dei best seller più venduti o vincere il Premio Strega. Pena , perché “ certo questa è proprio strana!”
Perché mi piacerebbe scrivere della mia vita e magari capirla una volta per tutte.
Perché vorrei scoprire se ingoiando un arcobaleno le parole uscirebbero colorate.
Perché improvvisamente,dolcemente,banalmente,semplicemente,nervosamente,rabbiosamente, placidamente,raramente, allegramente, stranamente, sono assolutamente , indiscutibilmente da evitare
Perché è divertente pensare ad un elenco del perché scrivo
e perché Laura Liberale è così trascinante che mi piace fare
i compiti che ci assegna.
Perché è curioso scrivere del perché scrivo, quando in realtà , praticamente, non scrivo .

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