Perché così non rischio di
balbettare o di mangiarmi le parole.
Perché nella scrittura non esiste
il singhiozzo
Perché almeno mi posso ritagliare
del tempo per me , solo per me
Perché se scrivo bugie non mi si
dovrebbe allungare il naso
Perché le storie sono tante,
milioni di milioni .
Perché vorrei far parte di una
storia,
o della storia?
Perché almeno ho una scusa per
smettere di guardare Realtime tv , che è diventata una droga
Perché posso cancellare,
aggiungere, correggere, integrare, tagliare
Perché posso sottolineare, usare
il grassetto, il corsivo o lo stampatello, e i punti le virgole,
insomma tutta, proprio tutta, la
punteggiatura.
Perché posso essere uomo donna giovane vecchia adulta o bambina.
Ed essere più cattiva che in
realtà, o finalmente buona,
Perché quando racconti di far
parte di un gruppo letterario che si diverte scrivendo e leggendo, si hanno due
reazioni completamente opposte: di ammirazione o di pena. Ammirazione perché vedono
in te una persona impegnata che potrebbe scalare la classifica dei best seller
più venduti o vincere il Premio Strega. Pena , perché “ certo questa è proprio
strana!”
Perché mi piacerebbe scrivere
della mia vita e magari capirla una volta per tutte.
Perché vorrei scoprire se
ingoiando un arcobaleno le parole uscirebbero colorate.
Perché improvvisamente,dolcemente,banalmente,semplicemente,nervosamente,rabbiosamente,
placidamente,raramente, allegramente, stranamente, sono assolutamente ,
indiscutibilmente da evitare
Perché è divertente pensare ad un
elenco del perché scrivo
e perché Laura Liberale è così
trascinante che mi piace fare
i compiti che ci assegna.
Perché è curioso scrivere del
perché scrivo, quando in realtà , praticamente, non scrivo .
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