Cavoli, si è messo anche a piovere. Il traffico sarà
impazzito e io sono già in ritardo.
Sono indecisa sulle scarpe. Sicuramente nere, ma quelle con
il laccetto alla caviglia o i tronchetti?
Vada per i tronchetti, considerando anche il tempo.
Spero che a lui piaccia questo nuovo vestito, ho mangiato
insalata tutta la settimana per farlo cadere perfettamente, anche se non avrà
molto tempo per osservarlo. Ma so che riuscirà lo stesso a spogliarmi con gli
occhi. Abbiamo appuntamento alle 14.00 per il caffè.
Finalmente ci vediamo e anche se per poco mi farò bastare
questo momento fino al prossimo incontro.
Salgo in macchina e accendo subito la radio. Tanto per
cambiare anche questa mattina si parla di rapporti di coppia.
Al telefono c’è Luisa. Ha una voce familiare ma non conosco
nessuno con questo nome
E’ sposata da 10 anni e ha un bambino di 7. Dopo la
gravidanza ha iniziato ad ingrassare e le tante diete non hanno portato nessun
risultato tanto che ha deciso di lasciar perdere e di convivere con i suoi 90
chili. A suo marito non piacciono le donne grasse e quindi anche se la ama, non vuole più fare l’amore con lei.
Ma io questa voce l’ho già sentita
Racconta che le manca molto l’intimità con il marito, che lo
desidera tanto e che soffre per
non essere la donna che lui vorrebbe.
Queste pause assomigliano a
quelle....
Ha anche proposto al marito il divorzio ma lui non ha
accettato perché comunque è felice e che trova che il loro sia un matrimonio
appagante e che non ha nessuna intenzione di lasciarla.
La risata nervosa è la stessa.
Qualcuno da dietro suona. E’scattato il verde ma i miei
occhi sono appannati e non riesco a vedere davanti a me.
Ma certo, era Giulia. Si è cambiata il nome, ma la voce ,
l’accento sono suoi. Era lei, coincidono anche gli anni di matrimonio, il
bambino, i suoi chili.
Sto galleggiando.
Sono in un grande acquario e i suoni mi arrivano ovattati,
l’acqua mi tiene sveglia ma il
corpo si è liquefatto. La mente è come un circuito automobilistico, dove i pensieri
sfrecciano, si rincorrono, cadono e poi si rialzano.
Ad un tratto, la vibrazione del telefono che mi annuncia
l’arrivo di un messaggio, ferma la corsa nella mia testa.
E’ Giulia, che mi augura buona settimana e conferma per
domani il pranzo delle ex colleghe.
Non rispondo. Anche le dita si sono sciolte.
Sono quasi le 14.00.
In bagno, davanti allo specchio vedo il mio viso tumefatto
come se mi avessero schiaffeggiato.
Cerco di
riconpormi ed esco.
Lui è li che mi aspetta , seduto ad un tavolino in disparte.
Mi sfiora la guancia con un delicatissimo bacio e mi
sussurra all’orecchio che sono bellissima, che quel vestito mi sta d’incanto.
Sorseggia il caffè raccontandomi di aver trascorso un fine
settimana pesante. Ha di nuovo affrontato l'argomento divorzio con Giulia, ma lei non vuole saperne. Il bambino,
la famiglia, il lavoro , i soldi, la casa…no, non lo lascerà mai libero.
Mi dice che lui è dispiaciuto, che soffre, che troverà una
via d’uscita, che mi vorrebbe sempre con sè, che vuole dei figli nostri, che mi
ama e non vuole più vivere senza di me, che, bla bla bla.
Il tempo a
nostra disposizione è scaduto. Mi saluta con la promessa di una telefonata,
forse una di queste sere riesce a passare e così potremo stare insieme, potremo
fare l’amore.
Torno verso l’ufficio, sotto la pioggia, con l’ombrello
chiuso in mano.
Rispondo al messaggio di Giulia. “Mi spiace, mi hanno appena
confermato per domani un pranzo di lavoro a cui non posso mancare. Salutami le
altre, a presto.”
Chiamo Boschetti e ordino per stasera la mia torta
preferita: mousse al cioccolato per sei.
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