domenica 11 settembre 2011

Alla radio





Cavoli, si è messo anche a piovere. Il traffico sarà impazzito e io sono già in ritardo.
Sono indecisa sulle scarpe. Sicuramente nere, ma quelle con il laccetto alla caviglia o i tronchetti?
Vada per i tronchetti, considerando anche il tempo.
Spero che a lui piaccia questo nuovo vestito, ho mangiato insalata tutta la settimana per farlo cadere perfettamente, anche se non avrà molto tempo per osservarlo. Ma so che riuscirà lo stesso a spogliarmi con gli occhi. Abbiamo appuntamento alle 14.00 per il caffè.
Finalmente ci vediamo e anche se per poco mi farò bastare questo momento fino al prossimo incontro.
Salgo in macchina e accendo subito la radio. Tanto per cambiare anche questa mattina si parla di rapporti di coppia.
Al telefono c’è Luisa. Ha una voce familiare ma non conosco nessuno con questo nome
E’ sposata da 10 anni e ha un bambino di 7. Dopo la gravidanza ha iniziato ad ingrassare e le tante diete non hanno portato nessun risultato tanto che ha deciso di lasciar perdere e di convivere con i suoi 90 chili. A suo marito non piacciono le donne grasse e quindi anche se  la ama, non vuole  più  fare l’amore con lei.
Ma io questa voce l’ho già sentita
Racconta che le manca molto l’intimità con il marito, che lo desidera tanto e che soffre  per non essere la donna che lui vorrebbe.
Queste pause assomigliano a quelle....
Ha anche proposto al marito il divorzio ma lui non ha accettato perché comunque è felice e che trova che il loro sia un matrimonio appagante e che non ha nessuna intenzione di lasciarla.
La risata nervosa è la stessa.
Qualcuno da dietro suona. E’scattato il verde ma i miei occhi sono appannati e non riesco a vedere davanti a me.
Ma certo, era Giulia. Si è cambiata il nome, ma la voce , l’accento sono suoi. Era lei, coincidono anche gli anni di matrimonio, il bambino, i suoi chili.
Sto galleggiando.
Sono in un grande acquario e i suoni mi arrivano ovattati, l’acqua  mi tiene sveglia ma il corpo si è liquefatto. La mente è come un circuito automobilistico, dove i pensieri sfrecciano, si rincorrono, cadono e poi si rialzano.
Ad un tratto, la vibrazione del telefono che mi annuncia l’arrivo di un messaggio, ferma la corsa nella mia testa.
E’ Giulia, che mi augura buona settimana e conferma per domani il pranzo delle ex colleghe.
Non rispondo. Anche le dita si sono sciolte.
Sono quasi le 14.00.
In bagno, davanti allo specchio vedo il mio viso tumefatto come se mi avessero schiaffeggiato.
Cerco di  riconpormi ed esco.
Lui è li che mi aspetta , seduto ad un tavolino in disparte.
Mi sfiora la guancia con un delicatissimo bacio e mi sussurra all’orecchio che sono bellissima, che quel vestito mi sta d’incanto.
Sorseggia il caffè raccontandomi di aver trascorso un fine settimana pesante. Ha di nuovo affrontato l'argomento  divorzio con Giulia, ma lei non vuole saperne. Il bambino, la famiglia, il lavoro , i soldi, la casa…no, non lo lascerà mai libero.
Mi dice che lui è dispiaciuto, che soffre, che troverà una via d’uscita, che mi vorrebbe sempre con sè, che vuole dei figli nostri, che mi ama e non vuole più vivere senza di me, che, bla bla bla.
Il tempo  a nostra disposizione è scaduto. Mi saluta con la promessa di una telefonata, forse una di queste sere riesce a passare e così potremo stare insieme, potremo fare l’amore.
Torno verso l’ufficio, sotto la pioggia, con l’ombrello chiuso in mano.
Rispondo al messaggio di Giulia. “Mi spiace, mi hanno appena confermato per domani un pranzo di lavoro a cui non posso mancare. Salutami le altre, a presto.”
Chiamo Boschetti e ordino per stasera la mia torta preferita: mousse al cioccolato per sei.



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